Scuola:era necessario tagliare?
3 mesi fa - PoliticaDopo le insensate dichiarazioni di forza del premier Silvio Berlusconi, arriva una nuova,quantomeno discutibile,dichiarazione di Cossiga:«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni (…). Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri”. Mi complimento con questi due democratici personaggi per i loro illuminati interventi.
Dopo questa breve premessa vorrei inoltrare l’attenzione verso la necessità dei tagli previsti sull’ istruzione:rispondendo alla domanda “era necessario tagliare?” Partiamo dal principio:
1. Ci sarà un taglio di 500 milioni di euro in 3 anni alle università, e poi oltre 400 milioni ogni anno (Art. 66 comma 13). Per alcuni atenei questo potrebbe significare la chiusura. Altrimenti:
2. Con il nuovo decreto le università pubbliche potranno scegliere se diventare fondazioni private o meno (Art. 16).
3. Ci saranno anche notevoli limitazioni alle nuove assunzioni (20% dei posti liberati per i primi 3 anni) (Art. 66).
Ora questi tagli sono stati giustificati come una necessità di aumentare la liquidità statale. Ma se lo Stato necessitava di maggiori liquidità era necessario concedere prestiti a fondo perduto alle banche,prendersi carico dei debiti di Alitalia,concordare con Gheddafi il pagamento dell’ingente somma di 5 miliardi di dollari per sanare l’immigrazione clandestina?Oltre a questi provvedimenti si vocifera di aumenti di stipendi agli onorevoli,e l’abolizione della tassazione alla Chiesa prevista dalla finanziaria Prodi. Queste “incongruenze” all’italiana, a mio avviso,sono dovute ad una estrema incompetanza. Certo è che imprenditori,banchieri e il colonnello libico ancora ringraziano il governo italiano;mentre i nostri giovani vedono il loro futuro messo in discussione.
Dopo giorni di ingerenze tra governo e studenti, il ministro dell’ istruzione Mariastella Gelmini apre le porte del dialogo tra governo e movimenti studenteschi;peccato che la finanziaria che prevede i tagli alla scuola sia gia stata approvata.
Cercano il dialogo quando i giochi sono fatti? Questa si che è democrazia.







